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Nel 1840 August Moebius pose il seguente problema sotto forma di favola:

"C'era una volta un re che aveva cinque figli. Egli stabilì che alla sua morte il regno fosse suddiviso tra i figli in cinque regioni in modo che ciascuna regione confinasse con le altre quattro. E' possibile esaudire la sua richiesta?"

È questo il vero motivo per cui ci ispiriamo alla striscia di Moebius perchè quando le cose sembrano difficili con le persone giuste anche gli obiettivi più difficili diventano raggiungibili. Ed è per questo che uno dei motti a cui ci ispiriamo è Nihil difficile volenti... Niente è difficile a chi lo vuole con fermezza.

L'anello o nastro di Mebius pur apparendo a prima vista con una superficie interna ed una esterna, in realtà ha una sola faccia. Questo è il motivo per cui spesso l'osservatore esterno riesce a cogliere dettagli che il personale interno non riesce ad osservare per questo diciamo l'Audit è efficienza nella trasparenza.

Il nastro di Moebius

Rappresentazione grafica dell'Anello di Moebis

Il nastro di Mebius è un classico esempio di superficie non orientata. Le superfici ordinarie, intese come le superfici che nella vita quotidiana siamo abituati ad osservare, hanno sempre due lati, per cui è sempre possibile percorrere idealmente uno dei due lati senza mai raggiungere il secondo, salvo attraversando una possibile linea di demarcazione costituita da uno spigolo (si pensi ad un cilindro cavo, ad esempio). Quindi è possibile stabilire convenzionalmente un lato "superiore" o "inferiore", oppure "interno" o "esterno". Nel caso del nastro di Möbius, invece, tale principio viene a mancare: esiste un solo lato e un solo bordo. La sua superficie risulta essere infinitamente percorribile.

L'oggetto deve il suo nome al matematico August Ferdinand Möbius (1790-1860) che fu il primo a considerare la possibilità di costruzione di tali figure topologicamente molto interessanti.

Un nastro di Mebius può essere facilmente realizzato partendo da una striscia rettangolare ed unendone i lati corti dopo aver impresso ad uno di essi mezzo giro di torsione. A questo punto se si percorre il nastro con una matita , partendo da un punto casuale, si noterà che la traccia si snoda sull'intera superficie del nastro che è quindi unica. Se invece si prova a tagliare il nastro a metà parallelamente al bordo, si ottiene ancora un nastro di Möbius, ma più lungo. Se si taglia il nastro a un terzo della sua larghezza si ottengono due nastri concatenati.

Costruisci con noi la striscia

Passo dopo passo costruiamo insieme la Striscia di Moebius

1) Ritagliate una striscia di carta

2) Torcetela di 180°

3) Piegatela in modo da formare un anello, unite le estremità e incollatele

4) Il gioco è fatto

Per chi è appassionato di geometria

Il nastro di Moebius può essere espresso come superficie in R al cubo avente le seguenti equazioni parametriche (in coordinate cartesiane)

dove  e  . In questo modo si ottiene un nastro di Möbius di larghezza 1, centrato in (0,0,0) e con il cerchio centrale giacente sul piano x-y. Variando il parametro u ci si muove lungo il nastro, mentre variando v si passa da un bordo all'altro.

In coordinate cilindriche (r,θ,z), una versione infinita del nastro di Möbius è rappresentata dall'equazione:

Ispirazioni

Il nastro di Mebius ha influenzato, nel corso degli anni, opere di vario genere.

Arte 

L'incisore e litografo olandese Maurits Cornelis Escher, nel 1961, usa il nastro di Mebius per una sua incisione su legno, Striscia di Möbius I. Di due anni più tardi è il suo Striscia di Möbius II (1963).

Letteratura 

Nel 1950 un insegnante di Harvard, Armin J. Deutsch, consigliato dall'allora suo collega Isaac Asimov, pubblica il racconto breve Una Metropolitana chiamata Moebius (A Subway named Möbius) sul numero di dicembre dello stesso anno della rivista Astounding Science Fiction. Nel racconto un treno metropolitano di Boston, seguendo un intricato percorso, finisce paradossalmente in una striscia di Möbius, formata da binari intricati, senza più poterne uscire. Questo è l'unico racconto scritto da Deutsch.

Cinema

Nel 1996 il regista argentino Gustavo Mosquera R. fa una trasposizione cinematografica del racconto di Deutsch: Moebius. Il racconto viene adattato per il cinema da vari autori, fra cui il regista stesso, ed ambientato a Buenos Aires, in Argentina, dove il protagonista viene incaricato di trovare un professore che è scomparso dopo aver preso uno treno metropolitano dallo strano percorso.